La fuffa
Il progetto tanto sbandierato di un governo “di transizione”, che era stato lanciato dal segretario del Pd, si sta dimostrando per quel che è, un puro esercizio retorico costruito sul nulla. O per usare l’espressione colorita di Emma Bonino, pura “fuffa”. Difficile dar torto all’esponente radicale, quando spiega che “la maggioranza ha il dovere di governare, obbligo dell’opposizione è preparare l’alternativa, tutto il resto, mi pare fuffa”.
21 AGO 20

Il progetto tanto sbandierato di un governo “di transizione”, che era stato lanciato dal segretario del Pd, si sta dimostrando per quel che è, un puro esercizio retorico costruito sul nulla. O per usare l’espressione colorita di Emma Bonino, pura “fuffa”. Difficile dar torto all’esponente radicale, quando spiega che “la maggioranza ha il dovere di governare, obbligo dell’opposizione è preparare l’alternativa, tutto il resto, dall’ipotesi di accordi di salute pubblica al governo dei tecnici, dal governo dei pochi a quello dei molti, mi pare fuffa”. Stesso sconcerto espresso, in modo più “politologico”, anche da Arturo Parisi: “Pur di evitare il voto sento girare troppe parole senza senso. Sento ipotizzare il varo di leggi elettorali che impediscano la nascita di terzi poli, con l’aiuto, guarda caso, del terzo polo… Altri, immaginare governi Tremonti fondati sul sostegno della Lega mentre puntano ad acquisire un nuovo centro unificato dalla rivolta antileghista”.
E anche Antonio Polito non dà canche all’ipotetico governo del ribaltone, che peraltro avrebbe come ragione di vita l’emanazione di una nuova legge elettorale sui cui contenuti i possibili sostenitori perseguono obiettivi assai divaricati. Non significa che, in caso di dimissioni del governo, non si cercherà di appofittare della confusione per cercare di mettere in piedi una combinazione qualsiasi, con il solo scopo di allontanare lo spauracchio del voto. Però chi, anche nell’opposizione, chiama le cose col proprio nome sa che sarà rischioso costituire il governo della fuffa.
E anche Antonio Polito non dà canche all’ipotetico governo del ribaltone, che peraltro avrebbe come ragione di vita l’emanazione di una nuova legge elettorale sui cui contenuti i possibili sostenitori perseguono obiettivi assai divaricati. Non significa che, in caso di dimissioni del governo, non si cercherà di appofittare della confusione per cercare di mettere in piedi una combinazione qualsiasi, con il solo scopo di allontanare lo spauracchio del voto. Però chi, anche nell’opposizione, chiama le cose col proprio nome sa che sarà rischioso costituire il governo della fuffa.